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Focaccia integrale alle bietole (Whole wheat focaccia with beets)

(Click here for the English Version)

Gli anglofoni etichettano con “the Keepers” le ricette “da tenere”, quelle da inserire nel ricettario principale della famiglia e riproporre più volte come una delle ricette preferite e “fondamentali” che non stancano mai.

Questa è per me una di quelle. Di semplice esecuzione, adattabile in base al gusto personale e a quello che c’è in casa, genuina ed addirittura vegana. Buona a merenda come in pausa pranzo in ufficio o addirittura per il pic-nic di pasquetta. E’ anche una ottima idea come secondo da proporre ai vostri ospiti vegani o vegetariani.

La ricetta è frutto di mio adattamento di una ricetta trovata su La Cucina Italiana, presentata come piatto tipico abruzzese (il Calzone alle Bietole). Io l’ho arricchita utilizzando un impasto integrale per la base della focaccia e adattando il ripieno al mio gusto. Provatela e fatemi sapere e soprattutto fatemi sapere voi come la preparate!

Ingredienti per 6/8 porzioni;

  • 1 kg Bietole da costa
  • due cucchiai di uvetta
  • uno spicchio di aglio
  • olio di oliva evo q.b. (meglio se fruttato)
  • peperoncino
  • sale
  • una grattata di buccia di limone non trattato
  • 2/3 cucchiai di pangrattato
  • 500g di pasta per focaccia integrale
    (potete utilizzare due rotoli di base pronta oppure preparatela nella macchina del pane con 180ml acqua, 200g farina integrale, 100g di manitoba, 15g di lievito madre secco, 2 cucchiai di semi di lino, 25 ml olio evo, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaio di zucchero di canna).

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Procedimento:

  1. Mondate le bietole e separate le foglie dalle coste. Tagliatele finemente.
  2. Saltatele in padella con un filo d’olio ed uno spicchio di aglio per 10 minuti, aggiungendo prima le coste e poi le foglie negli ultimi minuti.
  3. Insaporite con uvetta lavata ed ammollata in acqua, peperoncino, sale e una grattata di buccia di limone.
  4. Dividete la pasta già lievitata in due. Stendete una parte con un mattarello o con le mani su una teglia leggermente unta con olio evo. Cospargete la base con del pangrattato (assorbirà eventuale liquido in eccesso delle biete) e coprite con le biete saltate.
  5. Stendete la rimanente pasta e coprite il tutto, pizzicando i lembi di basta per sigillare.
  6. Cuocete in forno pre-riscaldato a 170° per 25/30 min. Una volta sfornata lucidate la superficie con un filo d’olio evo mentre la focaccia è ancora calda.
    Servire tiepida o fredda accompagnata, meglio se accompagnata con un vino bianco secco.

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* * *

English Version is in the first comment below. Click here.

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Risotto alla rucola

Quando penso alla funzione che dovrebbe avere questo blog nel mondo, la cosa a cui penso è sempre la stessa: un compendio di ricette su cui poter fare affidamento in ogni occasione. Non mi piace pubblicare ricette solo per far numero se non mi hanno convinta o se almeno non ho imparato qualcosa!

In altre parole, ci tengo a risparmiare ai miei lettori, la sgradevole sensazione di non potersi  fidare delle ricette che si trovano qui perché una provata in precedenza è stata un flop o nulla di speciale. E’ la stessa sensazione che provo io con alcuni libri che mi hanno delusa, e che non ho più riaperto perché una o due ricette prese da lì non sono riuscite. Magari son stata sfortunata ed ho beccato proprio quelle due sbagliate. Per questo voglio essere più che scrupolosa nel condividere solo ricette per me valide. Per questo anche il vostro feedback è essenziale, se ne provate qualcuna!

La provenienza della ricetta di questo risotto (da me leggermente modificata) per me è certa e garantita, come tutto ciò che ho provato che sia stato da lui suggerito: Daniele Persegani! Ed anche questa volta le aspettative non sono state disattese.

E’ una ricetta perfetta da preparare in settimana, per smaltire quelle due zucchine in frigo e gli avanzi di rucola utilizzata per altre preparazioni. E’ buono anche freddo, per cui potete anche portarlo con voi in pausa pranzo in ufficio il giorno dopo. Vi consiglio di non lesinare sulle noccioline che danno davvero quel tocco in più! 😉

Ingredienti per 4 persone

  • 320g riso
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • brodo q.b.
  • un mazzetto di rucola
  • 2 zucchine piccole
  • 1 spicchio di aglio
  • 30g arachidi salate
  • olio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Fate rosolare la cipolla con 4 cucchiai di olio. Tosstate il riso e poi sfumate con il vino bianco. Portate il risotto a cottura aggiungendo brodo man mano che viene assorbito.
  2. Sciacquate le zucchine, sminuzzatele e rosolatele in padella con un po’ di olio ed uno spicchio di aglio. Aggiustare di sale e pepe, eliminare lo spicchio di aglio.
  3. Frullate con un frullatore ad immersione le zucchine insieme alla rucola e le arachidi, unendo un filo di olio a crudo (oppure brodo) fino a raggiungere la consistenza di un pesto.
  4. Condire il risotto con il pesto ottenuto, guarnire con un po’ di granella di arachidi salate, un filo d’olio a crudo, una fogliolina di rucola e servire.

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Nota: Io non ho frullato il tutto, ma ho semplicemente tritato finemente le zucchine (prima di cuocerle) e la rucola con l’aiuto del mitico Moschettiere Chef della Tupperware!

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Kartoffensalat (de noialtri)

Piccola premessa (forse non tutti sanno che): questa estate siamo stati in vacanza in Germania, nella Foresta Nera. Non mi dilungo in racconti e resoconti, ma se siete interessati trovate i Vlog ed i Video Reportage sul mio nuovo “Blog Personale” Diario di Madre (e forse non tutti sapete che ho chiuso Ecce Clelia, per aprire questo nuovo diario della vita “adulta”).

Inutile dire che la cucina Italiana è impareggiabile ed ineguagliabile, tuttavia in Germania non posso dire di aver mangiato male (dal punto di vista del gusto) e sopratutto mi si è aperto il mondo delle Kartoffensalat, ossia delle insalate di patate che i tedeschi sanno declinare in gustosissime varianti.

A casa mia l’insalata di patate si è pressocché servita sempre nella solita maniera, gustosa ma anche… ospedaliera! Un filo di olio, sale, prezzemolo… qualche volta uova sode di contorno. That’s all! Quelle che io chiamo “non ricette!”.

Ma negli ultimi due mesi dopo il viaggio in Germania, ho spesso e molto volentieri replicato questo gustosissimo contorno di cui vi propongo la mia interpretazione, dopo aver fatto un po’ di ricerche nel web e sperimentato un po’ a casa.

Ingredienti per circa 4 porzioni:

  • 500g patate
  • 200g cetriolini sott’aceto
  • 3 cucchiai maionese (sostituite con olio e aceto per vegani)
  • 2 cucchiai di senape
  • qualche goccia di succo di limone
  • brodo q.b.
  • olio evo, sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Lessate le patate e cuocetele “al dente”, facendo attenzione, cioè, a che non si stracuociano o sfaldino troppo. Sbucciatele e tagliatele a fette o cubetti.
  2. Nel frattempo, se non ne avete già a disposizione, mettete a bollire del brodo, abbondando con le cipolle (alla peggio potete anche metterci solo cipolle e la punta di un dado da cucina).
  3. Scolate e tagliate grossolanamente i cetriolini.
  4. Combinate tutti gli ingredienti, eccetto il brodo, in una ciotola capiente. Aggiungete il brodo a poco a poco, fino a che le salse (maionese e senape) non raggiungono la consistenza che preferite, per me la consistenza ideale è quella della crema inglese, che consenta di velare e legare tutti gli ingredienti, senza risultare liquida nè troppo densa (se aggiungete poco brodo, aggiungete altra maionese o senape a seconda del vostro gusto).
  5. Aggiustate di sale e pepe e servite, guarnendo con fettine di limone, erbe aromatiche fresche e un giro di pepe (per me semi di papavero) e un filino d’olio per lucidare.

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Primi, Un due tre... Cena!

Pennette alla robiola e verdure estive (due versioni +1)

Se doveste chiedermi quale ricetta provare questa estate vi direi QUESTA! Ricca di sapori e profumi dell’estate, gustosa e appetitosa anche con il caldo, buona anche fredda da mangiare nei vostri pic-nic estivi o al ritorno dal mare, in DUE versioni, una super sprint, l’altra con passaggio in forno (che molti non vogliono nemmeno immaginare di accendere in estate!), superlative entrambe!

Vi ho incuriositi abbastanza? Allora passiamo subito alla sostanza! L’ispirazione l’ho presa da una ricetta di Daniele Persegani, pubblicata in un vecchio numero di alice Cucina Magazine. E ora, pronti con carta e penna per la lista della spesa di OGGI!

Ingredienti per 4 persone:

  • 300g pasta corta (es. mezze penne rigate)
  • 1 peperone piccolo rosso
  • 1 peperone piccolo giallo
  • 150g robiola
  • un mazzetto di basilico
  • sale e pepe q.b.
  • olio e.v. o.
    (facoltativi per la versione “completa”!)
  • 4 melanzane
  • 1 barattolo di pomodori pelati o sugo di pomodoro fresco
  • 1 scalogno (oppure battuto di aglio e cipolla)
  • 100g ricotta salata (oppure feta)

Procedimento:

Versione 1: super sprint!

  1. Mondate i peperoni, eliminando picciolo, semi e parti bianche interne. Tagliateli a dadini e saltateli in padella con un po’ di olio, uno spicchio di aglio schiacciato, sale e pepe (oppure potete utilizzare dei peperoni già arrostiti, tagliati a tocchetti e conditi allo stesso modo).
  2. Mischiare i peperoni conditi con la robiola e abbondante basilico spezzettato fresco con le mani. Condire con la salsa preparata le mezze penne scolate al dente e fare la scarpetta!!!

un due tre cena (7)

Versione 2: Involtini di melanzane!

  1. Affettate le melanzane in fette di circa 1/2 cm. Cospargetele di sale, sistematele in uno scolapasta e lasciate riposare per 30 min in modo che perdano l’acqua di vegetazione. Poi spennellatele con dell’olio e.v.o. e passatele in forno o sulla piastra per grigliarle (oppure friggetele!!!).
    Per fare prima (ma perdendo un po’ di gusto) potete utilizzare anche le melanzane grigliate congelate già pronte.
  2. Preparate il sugo al pomodoro e basilico con olio, lo scalogno oppure un battuto di aglio e cipolla e fate cuocere per 20 min circa. Aggiustate di sale e pepe.
  3. Farcite le fette di melanzana con la pasta preparata come sopra. Arrotolate, e disponete gli involtini in una pirofila da forno (oppure in coppette individuali).
  4. Coprire con la salsa di pomodoro.
  5. Informare a 200° per 10 min.
  6. Servire con una spolverata di ricotta dura o feta sbriciolata.

Versione Bonus:
Non volete passare per il forno ma comunque provare l’abbinamento completo? Tagliate a tocchetti anche le melanzane grigliate ed unitele alla salsa di robiola e peperoni! Servire con o senza pomodoro! 😉

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Buon appetito e buone vacanze!

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Gnocchi alla Parigina

Se siete alla ricerca di un primo d’effetto per un’occasione speciale, capace di mettere d’accordo i palati di tutti (compresi i vegetariani) e di cui tutti vorranno il bis, gli gnocchi alla parigina fanno al caso vostro. In più possono (anzi, devono!) essere preparati in anticipo e addirittura congelati, così, in attesa dei vostri ospiti non vi resterà che informare ed attendere la gratinatura. Gli unici che avranno da ridire sono quelli che (dicono) di non mangiare formaggi o di non gradire la besciamella, ma capitoleranno anche loro!

Io li ho proposti la prima volta ad un cenone di capodanno e di nuovo ieri, in un pranzo tra amiche per festeggiare il mio compleanno. In entrambi i casi ho seguito alla lettera la ricetta proposta nel blog “Menù Turistico” con somma soddisfazione mia e degli invitati. L’unica variante che mi sono concessa è stata l’aggiunta di una manciata di speck a dadini su una delle teglie, giusto per provare una caratterizzazione di sapore diversa.

Sono un po’ laboriosi ma nulla di trascendentale. Sono degli gnocchetti di pasta bignè, spremuti su una pentola di acqua bollente con il sac a poche e poi gratinati in forno con la salsa monray (cioè besciamella addizionata di tuorli e formaggio).

Sono belli calorici, ma chiamano il bis. La dose proposta è per 6 persone (inclusi bis), ma secondo la mia esperienza la dose è giusta per 8 persone se tra gli ospiti ci sono per lo più donne o se sono previsti altri assaggini di primo o un secondo altrettanto importante. In fondo al post la mia proposta di menù completo.

Vi riporto pari pari la ricetta di Alessandra di Menù Turistico.

Ingredienti per 6/8 persone

  • 1/2 lit. latte intero
  • 300 g di farina 00 setacciata
  • 150 g di burro
  • 8 uova
  • 100 g di Parmigiano grattugiato
  • un pizzico di noce moscata
  • sale q.b.
    per la salsa mornay
  • 600 ml di besciamella (potete farla voi o comprarla già pronta)
  • 2 tuorli
  • 200 ml di panna
  • 100 g Gruviera grattugiato

Procedimento:

  1. Preparare la besciamella e l’occorrente per la salsa monray.
  2. Preparare l’impasto per gli gnocchi:In una ampia casseruola con bordi alti far bollire il latte con 150 g di burro a tocchetti, la noce moscata e poco sale.
    Appena il latte bolle, versate la farina tutta in una volta nella casseruola e, con l’aiuto di un cucchiaio di legno, a fiamma media, mescolate bene e fate cuocere, fino a quando la pasta non si staccherà dai bordi della pentola formando una “palla”. Trasferire l’impasto nella ciotola del mixer, con l’accessorio a foglia (quello per la frolla, oppure i ganci per impasti medio-duri se utilizzate il frullatore a mano) ed iniziate al lavorare l’impasto per farlo stiepidire leggermente. (Non mettete a lavare la pentola, ma riempitela d’acqua e rimettetela sul fuoco!).
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    Aggiungete le uova una alla volta, aggiungendo il successivo solo dopo che il primo è ben amalgamato (il procedimento è molto simile alla preparazione dei bignè, se occorre qui trovate la mia videoricetta). Ad ogni uovo il composto sembrerà stracciarsi per poi ricompattarsi man mano che l’uovo viene assorbito.
    Aggiungete infine il parmigiano e aggiustate di sale.
    Potete anche lavorare l’impasto a mano con un cucchiaio di legno, ma per evitare lo sfinimento meglio aiutarsi con un robot! Occhiolino
  3. Preparate la salsa monray: Mescolate tutti gli ingredienti con una frusta. Stendete un velo di salsa sul fondo della pirofila in cui gratinerete gli gnocchi.
  4. Formare gli gnocchi: Trasferite l’impasto preparato in due o tre sac a poche (a seconda della capienza di quelli che usate. Io preferisco trasferire tutto l’impasto subito nei sac a poche, piuttosto che “ricaricare” sempre lo stesso per “risparmiare”. Si perde tempo e pazienza contro 20 centesimi di costo in più!).
    In una pentola capiente (anche la stessa che avete usato prima) portate a bollore l’acqua.
    Sistematevi a portata di mano un paio di forbici da cucina, un capiente scolapasta che sistemerete dentro una ciotola, un mestolo forato o una schiumarola, e la pirofila da forno in cui gratinerete gli gnocchi.
    Lavorando direttamente sopra la pentola , spremete l’impasto, tagliandolo ad una lunghezza di circa un cm, in modo che cada direttamente nell’acqua bollente, così (prendo in prestito la foto di Alessandra):
    Le Francesi non ingrassano (Gnocchi alla Parigina)
  5. Formate 20/30 gnocchi alla volta. Se l’impasto si attacca alle forbici, semplicemente immergetele nell’acqua bollente per pulirle. Quando gli gnocchi vengono a galla, attendete un minuto e poi tirateli via con la schiumarola e lasciateli scolare ancora un pochino nello scolapasta, prima di trasferirli nella teglia (operazione che potete fare mentre aspettate che vengano su gli altri 20 gnocchi che avete “tagliato”).
    Formate massimo due strati di gnocchi. Se occorre utilizzare due pirofile. Tra uno strato e l’altro versate un po’ di salsa monray.
    Una volta terminato l’impasto, ricoprite il tutto con la salsa rimasta e qualche ciuffetto extra qua e la di gruviera. A piacere potete aggiungere dei cubetti di salumi per dare una caratterizzazione di sapore diversa, ma sono ottimi anche senza aggiungere altro.
  6. A questo punto potete a) conservarli in frigo per 12h fino alla cottura, coperti di pellicola; b) conservarli in freezer per diversi giorni fino alla data prevista per il vostro pranzo/cena; 3) infornarli (meglio cmq che riposino un pochino in ogni caso prima di infornare).
  7. Cuocere: a forno caldo (200 gradi) e fate cuocere per 20 -30 minuti: la superficie deve essere gratinata.

Et voilà, le calorie son servite!

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* * *

LampadinaIdea Menù Lampadina02_c Servi questi gnocchi in un menù tutto di ispirazione francese, preceduti da una insalata Nizzarda come antipasto (presto la ricetta), seguiti da un tagliere di formaggi. Come dessert scegli un dolce di ispirazione francese, come un profiterole, una mousse fresca oppure una tarte tatin (in foto).

 

Primi, Un due tre... Cena!

Pipe rigate ai carciofi in crema di pecorino

Oggi vi do una ricettina veloce veloce, di quelle che piacciono a me che possono essere preparate nel tempo di cottura della pasta (10 min). Ingrediente protagonista: i carciofi.

Anzi, se vi portate avanti con la pulizia dei carciofi (o magari utilizzate i cuori di carciofo congelati), è proprio una ricetta fatta apposta per la rubrica “Un, due, tre… cena!”. Io per esempio quando ho delle verdure in casa, le sbollento per un paio di minuti, le taglio e le congelo (possibilmente sotto vuoto) così quando ne ho bisogno le ho già pronte, pulite e pre-cotte.

L’ispirazione per la ricetta viene dalla confezione delle conchiglie rigate della Barilla, con minime modifiche (indicate tra parentesi).

Ve la consiglio: buona buona buona, anche per la pausa pranzo in ufficio.

Today a really simple  recipe with the artichokes. Thepreparation time is of about ten minutes, i.e. the pasta cooking time! You can use fresh or frozen artichokes. I like to half-cook and storage them in the freezer  when I have plenty of them. I found the recipe on the Pasta Barilla box. I just added some bacon, but if you are vegetarian you can omitt it.

 

Ingredienti per 4 persone – Ingredients for 4 servings

360g pipe rigate pasta
150g cuori di carciofi artichokes
80g panna cream
80g pecorino grated goat cheese
1/2 bicchiere vino bianco secco cup of white wine
3 cucchiai olio evo tbs. olive oil
30g porro (io cipolla bianca) onion
q.b. maggiorana (io non l’ho messa) marjoram leaves to taste
30g (pancetta dolce)* bacon**

*Senza la pancetta il piatto è buono lo stesso e completamente vegetariano
** without the bacon the recipe is vegetarian

 

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Procedimento – Method

1. Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Nel frattempo rosolate i carciofi tagliati a fettine sottili con la cipolla, la pancetta e l’olio. Sfumate con il vino e proseguite la cottura. Boil the pasta. In the meantime brown the artichokes sliced with the olive oil, the onion and the bacon. Add some wine and continue to cook.
2. Scaldare a fuoco lento la panna e sciogliervi all’interno il pecorino, quindi unirla ai carciofi. Heat the cream and melt the cheese in it. Then add to the artichokes.
3. Quando la pasta è cotta saltarla con la salsa ai carciofi e pecorino, profumate con la maggiorana e servite. Dress the pasta with the artichokes and cheese sauce and serve.

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Sua maestà: la parmigiana di melanzane (Her Majesty Aubergine, tomato & Parmesan bake)

In ogni paese d’Italia, oltre alla Piazza Milite Ignoto e Via Roma dovrebbe esserci Viale Melanzane alla Parmigiana ed un monumento al suo inventore.
E’ semplicemente un bene nazionale. Servita in tutte le regioni d’Italia come antipasto, primo, secondo merenda anche (proverbiale la “spasa di melanzane” portata al mare nel Sud Italia!). Un piatto che mette d’accordo persino vegetariani e quelli che invece hanno detto SI al colesterolo!
Una divinità da onorare. Sulle tavole del profeta della Parmigiana ci sono tre comandamenti fondamentali:

Primo: Non nominare la Parmigiana invano [attribuendo questo nome a roba che parmigiana non è]!

Secondo: Non avrai altra parmigiana di fuori di quella con le melanzane fritte [per la dieta c’è sempre tempo]

Terzo: Ricordati di prepararne in abbondanza! [così che sarà sempre giorno di festa!]

Certo… ogni tanto si pecca… si pensa alle varianti, alle versioni light addirittura, a metterci il galbanino invece della mozzarella, a metterci la scamorza affumicata, a non mettere il basilic… (no: questa è eresia!).
C’è una sola via per la redenzione: fare ammenda, riconoscere le proprie colpe e masticare in mistica osservanza un’ostia (ma anche qualcuna di più) di melanzana fritta sacrificando sul tagliere della devozione una grossa melanzana che diventerà una bella, buona, succosa, profumata ed invitante Parmigiana.

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In Italy this id not a dish: this is a Goddess! It is a must do and you have to do it in the right way. And all the time you might want to try a ligh version or to use not the mozzarella or to not use the basil (oh… too much!) you have to kneel, beg Her pardon, and do it the right way as soon as possible.

Questo weekend ho preparato per la prima volta a casa mia (Perdonami, oh somma Parmigiana) la parmigiana di melanzane. Ero tentata di farla nella variante di mia nonna (con in mezzo le fettine di prosciutto), o light (con le melanzane grigliate invece che fritte), o in una versione più coreografica blog… ma poi fedele ai dettami di cui sopra sono tornata sulla retta via ed ho onorato Sua Magnificenza nella maniera più tradizionale possibile.
La ricetta la conoscono tutti, che pare inutile darla. Ma così come le preghiere non cambiano da anni, anche la ricetta della Parmigiana va decantata immutata nel tempo, soffermandosi su passaggi più importanti che assicurano di arrivare alla beatitudine ad ogni boccone.

In Italy everyone knows the recipe, but this not means you will do it in the right way. So… here is my family recipe and the hint to have the best parmigiana ever!

Ingredienti per 4 persone (ma solitamente si chiede il bis, quindi raddoppiate pure!) – Ingredients for 4 servings (but everyone will ask the bis!)

3 grosse melanzane big aubergine
250g mozzarella fiordilatte mozzarella
50g parmigiano grattugiato grated parmesan
1 barattolo di pelati canned peeled tomatoes
1 bottiglia di passata di pomodoro tomato purè
1 mazzetto di basilico basil
2 uova eggs
q.b. farina all purpose flour
q.b. olio evo extra virgin olive oil
1 spicchio d’aglio garlic clove

Procedimento e Accorgimenti – Directions

1. Tagliare le melanzane a fette di circa un centimetro. Disporle in un colapasta alternandole con delle manciate di sale grosso. Ponete un piatto sopra con un peso e lasciate perdere l’acqua di vegetazione per almeno un’ora.
Questo passaggio è fondamentale. Non fatevi prendere dalla pigrizia, il gusto e la consistenza finale vi ripagherà.
Cut the aubergine in 1 cm slices. Put in a colander and sprinkle with rock salt. Let them rest for 1 hour so the slices will loose some water. This step is very important for your Parmigiana to taste good and have the right consistency once cooked.
2. Mentre le melanzane perdono la loro acqua, preparate il sugo di pomodoro profumato all’aglio e tanto basilico.
Accorgimenti: fatelo restringere, seve essere bello denso, non acquoso. Negli ultimi minuti alzate un po’ il fuoco. Non salatelo troppo perché in forno andrà a restringersi ulteriormente.
In the meantime prepare the tomato sauce with olive oil, garlic and basil. Do not add too much salt.
Cook until you obtain a thick sauce
.
3. Tagliate la mozzarella a fette di mezzo centimetro e tamponatela per bene con della carta da cucina.
Anche questo passaggio è importante per evitare che in cottura la mozzarella rilasci troppa acqua. Potete utilizzare della scamorza, ma certamente il gusto migliore lo ottenete usando la mozzarella fiordilatte.
Cut the mozzarella in 5mm slices. Dry them with a napkin.
This is most important too, t have not too much water in your pan after baking.
4. Sciacquare le fette di melanzana e tamponarle. Scaldare l’olio. Infarinare le fette di melanzana poi passarle nell’uovo sbattuto e friggerle.Per organizzarvi meglio portatevi la scodella con l’uovo sbattuto vicino alla padella con l’olio, e passate le fette di melanzana nell’uovo prima di immergerle nell’olio poche per volta (vedi foto). Rinse out the aubergine slices. Dust with flour then dunk in the beated eggs and fry.
Be sure the oil is at the right tempeature. If not the aubergine will become a sponge and absorb a lot of oil.
Prior to add any salt, taste them: likely the slices absorbed some salt yet.

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Importante: l’olio deve essere alla giusta temperatura. Verificate con uno stecchino di legno che sia pronto: immergete lo stecchino, se salgono delle bollicine potete cominciare a friggere. Se buttate le fette di melanzana troppo preste queste assorbiranno l’olio come spugne.
Occhio al sale: prima di salare le fette di melanzana fritte assaggiatene una: potrebbe non essere necessario salarle, in quanto potrebbero aver assorbito già il sale dalla “depurazione” precedente.
5. Ora stratificare: sporcare il fondo di una teglia con del sugo di pomodoro, adagiarci sopra le fette di melanzana fritte formando uno strato uniforme. Cospargere con la mozzarella, il parmigiano e qualche foglia di basilico. Now, layer! In a pan alternate tomato sauce, fried aubergine slices, mozzarella and parmesan. Again: tomato sauce, aubergine, mozzarella and parmesan… and so on.
6. Terminare con un generoso strato di sugo di pomodoro e basilico.
Infornare a 180/200° per circa 30 min. fino a che l superficie si sarà leggermente scurita.
Servire tiepida. Può essere congelata. Il giorno dopo è anche meglio!
Finish with the tomato sauce, basil leaves and bake at 350°F for 30 min or until ligtly browned.
Serve at room temperature. The day after is even better. It can be frozen.

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Mousse di cime di rapa stufate e… tre milioni di grazie!

7 mesi passati in un soffio, una bimba in pancia e altre 500.000 visite sul blog che mi hanno portata a superare i 3 milioni di visite! GRAZIE!

E la cosa mi rende ancora più orgogliosa se penso che ormai le ricerche di ricette su motori di ricerca sono diventate davvero una corsa ad ostacoli. Centinaia di aggregatori di ricette che apparentemente ti semplificano la ricerca ma in realtà fanno scivolare inesorabilmente fuori dalle prime pagine i risultati diretti ai nostri blog. Sono contenta che la mia scelta di non “aggregarmi” a nessuno di questi siti (almeno quelli su cui si finisce su base volontaria) non mi stia penalizzando, sinceramente. Non mi va di far arricchire questi siti (ok non pagate nulla, ma loro guadagnano con le visite) con la mia “fatica”, non mi va di perdere il contatto diretto con i blog fidati. Quando cerco una ricetta in rete mi dirigo innanzi tutto verso risultati di blog già conosciuti (se possibile), di altre blogger della cui esperienza mi fido (ma naturalmente mi piace anche scoprirne sempre di nuovi). Gli aggregatori ci privano di questo rapporto, spesso confondendo sulla provenienza delle ricette utenti poco esperte. Io vado ormai direttamente a “pag. 2” dei risultati delle ricerche su google, dove gli aggregatori non compaiono, e porto avanti la mia personale campagna contro questi strumenti che la visibilità la tolgono invece che darla!

Chiusa la piccola parentesi invettiva e ancor più felice di questo traguardo e naturalmente della vostra crescente fedeltà, voglio celebrare questi 3 milioni di visite  con una ricetta davvero speciale. Stranamente non un dolce! Sbirciando tra le ricette che ancora non vi avevo postato, appena mi sono soffermata su questa, non ho avuto dubbi: era quella giusta: sia per la stagionalità, sia per quello che rappresenta per me la cucina: tradizione, guizzo creativo, amore per la terra, generosità.

mousse cime di rapa

La stavo tenendo in serbo per il mio libro di ricette (per ora solo un sogno!!!), ma sono contenta di condividerla con voi in questa occasione. L’ho creata appositamente per le selezioni di Masterchef 4 (edizione appena conclusa che, come sapete non mi ha vista nemmeno tra i primi 100!). Anche se non mi ha portato oltre i provini io sono molto soddisfatta di questa ricetta e ne sono stati  molto colpiti anche gli chef che l’hanno assaggiata. Per spadellare in TV, evidentemente, serve altro (cosa d’altro ancora non mi è del tutto chiaro!).

Ma basta chiacchiere, passiamo alla ricetta che presenta in una forma moderna ed elegante un sapore rustico come quello delle cime di rapa stufate. Al centro una “fondutina” di pecorino e tutto intorno crumble al formaggio ed al grano arso.

Ingredienti per 6 monoporzioni:

  • 300g di cime di rapa già pulite e sbollentate (per le cime di rapa stufate)
  • 2 cucchiai di olio
  • 1 alice sott’olio (oppure 1 cucchiaino di capperi sotto sale per la variante vegetariana)
  • 1 spicchio di aglio
  • sale e pepe q.b
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco
  • 125 g di latte intero fresco (per la mousse)
  • 9 g di colla di pesce in fogli
  • 250 g di panna fresca leggermente montata
  • sale e pepe q.b.
  • 170g cime di rapa stufate
  • 150g farina 00 (per il crumble)
  • 50g pecorino e/o parmigiano
  • due cucchiaini di farina di grano arso
  • olio di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • 200g besciamella (per la fondutina al pecorino)
  • 1 tuorlo piccolo (facoltativo)
  • 2 o 3 cucchiai colmi pecorino grattugiato

Procedimento:

  1. Preparate le cime di rapa stufate: sbollentare per qualche minuto le cime di rapa in acqua bollente salata. Quando saranno intenerite, ripassatele in padella con l’olio, lo spicchio d’aglio, i capperi (o l’alicetta) ed il vino bianco. Lasciare sfumare e cuocere per una decina di minuti.
  2. Per la mousse: Eliminare l’aglio e frullate il tutto con un frullatore ad immersione. Aggiungete il latte a 170g di cime di rapa stufate e frullate e portate a bollore. Spegnete la fiamma ed aggiungete la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda e strizzata. Se necessario filtrate.
  3. Montare la panna leggermente (deve rimanere semiliquida). Quando il composto di latte e verdura è arrivato a 30°C aggiungere la panna semimonatata poco per volta, con movimenti dal basso verso l’alto. Aggiustare di sale e pepe. Colare il composto in stampi a forma di savarin di silicone e trasferire in congelatore.
  4. Nel frattempo preparare il crumble: Mischiare la farina con il formaggio, sale, pepe e la quantità di olio necessaria ad ottenere delle briciolone. dividere il composto in due e aggiungere un po’ di farina di grano arso ad una parte. Sistemare le briciole su una teglia e cuocere per 7/10 min o comunque fino a doratura.
  5. Preparare la fondutina: preparare la besciamella (o scaldarne di già pronta) unire un tuorlo ed il formaggio, mescolare per bene per eliminare eventuali grumi e cuocere per un minuto.
  6. Comporre il piatto: Sformate i savarin quando saranno ben solidificati in modo da non rovinarli. Colare nel mezzo la fondutina al pecorino e cospargere con il crumble al formaggio e grano arso. Decorare a piacere con pomodori secci tagliati a listarelle.

mousse cime di rapa1

Varianti: Potete servire questa mousse anche in bicchierino con le briciole sul fondo, o come finger food in formato mignon su dei crostini. Inoltre potete divertirvi a variare il gusto sostituendo le cime di rapa con altre verdure o il formaggio della fondutina!

Buoni esperimenti e grazie ancora!


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Crumble di Melanzane (Eggplant Crumble)

Cari amici benritrovati! Ormai non riesco più a postare con assiduità. Il tempo non basta mai ed a peggiorar la situazione si mette il fatto che negli ultimi mesi mio marito mi ha letteralmente sequestrato il computer avendo necessità di utilizzare il mio per lavoro. Doppio sbuff! Così addio alla cadenza “almeno settimanale” delle ricette!
Dear friends, how are you! Time always runs out and I am not able to write down a post every week. Also my dear husband stole my laptop and use it at work, leaving me without it! Sbuff!

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Oggi vi parlo di questo delizioso crumble di melanzane provato un po’ di tempo fa con moltissima soddisfazione. Adoro i crumble, mi piace il gioco delle diverse consistenze, ma devo dire che i crumble salati anno davvero una marcia in più rispetto a quelli dolci a base di frutta. La ricetta l’ho persa su Alice Cucina di Settembre 2013, con delle piccole variazioni negli ingredienti (tra parentesi) e nel procedimento (vi riporto quello che ho seguito io). Ve lo consiglio vivamente è davvero molto buono, ottimo tiepido e anche freddo, adatto anche alla pausa pranzo in ufficio.
Today recipe is a fantastic salted crumble, made with eggplants and smoked dried cheese (i.e. provola affumicata) which is one of the best crumble I ever ate, including the fruit ones. Believe me, you have to try it and adapt to your taste or whatever you have in the fridge today!

Ingredienti per 4 persone (Ingredients for 4 servings)

3 Melanzane Eggplants
100g provola affumicata smoked cheese
1 peperone rosso (io pomodorini) red pepper (I used some tomatoes)
40g pinoli pine nuts
40g capperi sotto sale capers
40g uvetta ammollata raisin soaked
40g olive nere black olives
1 spicchio aglio garlic cloves
q.b. menta (io basilico) peppermint (I used basil)
per le briciole for the crumble
60g burro butter
40g farina flour
50g parmigiano grattugiato grated parmesan
40g mollica di pane bread crumbles

 

Procedimento – Directions

1. Lavare e spuntare le melanzane e tagliarle a dadini.e saltatele in padella con un po’ di olio e basilico con qualche pomodorino. Cleanse the eggplants and chop them. Roast them in a pan with some olive oil, basil, salt and pepper. At the end add some tomatoes cut in half.
2. Preparare le briciole: in una ciotola raccogliere il burro, la mollica di pane, il parmigiano e la farina. Lavorate con la punta delle dita sino ad ottenere un composto bricioloso. Prepare the crumble: mix togheter in a bowl, using your fingertips, the butter, the bread crumble, parmesan and the flour until you have a crumbled mixture.

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3. Ungere leggermente delle cocottine individuali o dei vasetti di vetro e alternare stratificando i vari ingrediienti mettendo qui e là qualche briciola di crumble. Arrivati al bordo ricoprite completamente con le briciole.
Infornare per 15/20 min a 180g. Ovviamente infornate i vasetti a chiusura ermetica senza la guarnizione di plastica!
Grease 4 small baking pan or some jars. Layer all the ingredients and put some crumble in the middle. Cover all the surface with the crumble and cook in pre-heated oven at 350°F for 15/20 minutes.
Of course if you use the jars you will put them in the owen without their  cover nor any gasket.

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Consiglio sulla conservazione: Se cuocete il crumble in un vasetto di vetro, potete chiuderlo ermeticamente appena sfornato: si creerà il sottovuoto consentendovi la conservazione del prodotto in frigo per qualche giorno (se resistete). La cottura/conservazione nel vasetto vi consente anche di portarvi il vostro buon crumble in ufficio per la pausa pranzo. Se non volete usare i vasetti delle cocottine o una pirofila grande unica vanno più che bene. I risultati migliori per questo tipo id preparazione si ottengono con la ceramica. Buon appetito!
Storage tip: if you cook the crumble (even a sweet one) in a jar you can close it immediately after the cooking, while it is still hot, with his gasket. As it will cool down it will create the “vacuum” and you can store the crumble for some day in the fridge or use it as a lunch box! Otherwise you can cook it in a regular baking pan. I suggest you to use the ceramic for this kind of recipes.

crumble melanzane

 


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